Thomos
Biker superis

Registra: Marzo 2004 Localita: Nole Canavese (TO) Posts: 300
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Data della Review: Mar Marzo 1, 2005
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consiglieresti questo prodotto? Yes |
Il prezzo da te pagato?: Not Indicated
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Pro:
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Agilità in discesa, rigidità dell'insieme, estetica
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Cons:
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peso, verniciatura un po' delicata, cavi sotto il movimento centrale
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Esteticamente l’impatto è gradevole, i colori non sono certo da urlo, ma non stufano nel tempo e l’elevato slooping del telaio, la taglia è M (17’’), rende questo cancello veramente aggressivo. Condivido molto la scelta costruttiva di contenere le masse il più in basso possibile (i tubi orizzontale ed obliquo sono quasi paralleli ed il carro posteriore è molto compatto) in quanto conferiscono al mezzo una superiore maneggevolezza e libertà di movimento da parte del pilota, anche se impongono l’utilizzo di un tubo sella telescopico (100 € per quasi mezzo chilo di alluminio…) se si vuole pedalare la bici anche in salita.
In sella gli appoggi paiono al posto giusto, l’angolo di sterzo di 68 gradi è ottimo per l’utilizzo cui questa bici è destinata e l’ETA della Z1 Fr1 montata permette di affrontare in sella anche le salite più ripide.
La posizione pedalatoria è buona, si è un po’ alti da terra, ma il triangolo anteriore piuttosto lungo e l’attacco che io monto da 6 cm consentono di guadagnare la vetta in tempi dignitosi. Il peso è però piuttosto elevato, è possibile lavorare sulla componentistica più di quello che ho fatto io, ma secondo me non è un aspetto su cui valga la pena concentrarsi molto. I movimenti del carro posteriore sono scorrevolissimi per via dei cuscinetti installati in ogni giunto, ma la piattaforma pro pedal (non regolabile) fa bene il suo lavoro, mi sembra comunque che la soglia di attivazione è stata abbassata rispetto ai modelli fox dello scorso anno.
In discesa la six è agilissima, la sensazione di peso scompare e la rigidità dell’insieme è stupefacente, merito sicuramente del perno passante anteriore e posteriore. Per essere portata al limite richiede comunque una certa fisicità, soprattutto di braccia. Nel veloce si comporta bene e, se si rimane aggrappati alle corna del toro nelle pietraie più sconnesse, la velocità di passaggio può essere mantenuta estremamente alta; non bisogna però aspettarsi il comportamento tipico di una bici da dh.
Alcune pecche che ho osservato in questo periodo di utilizzo sono: una verniciatura non proprio molto durevole, il passaggio dei cavi sotto il movimento centrale (le guaine sono comunque a tutta lunghezza, quindi i cavetti sono poco esposti al fango) e il perno posteriore, forse eccessivo per un mezzo di questo tipo, se solo qualcuno lo inventasse con il quick release…!
Insomma per chi è?
Per i biker che non hanno impianti o altri mezzi di risalita sempre a portata di mano, che in discesa ci danno dentro (il telaio è veramente robusto!), ma che preferiscono un mezzo più agile delle biciclette da downhill o fr-estremo. Ah, dimenticavo, anche ben allenati!
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