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Autore
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tonno
Biker superioris

Registra: Settembre 2004 Localita: Casinalbo (MO) Posts: 909
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Data della Review: Gio Marzo 23, 2006
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consiglieresti questo prodotto? Yes |
Il prezzo da te pagato?: €2,800.00
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Pro:
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carro posteriore e sospensione
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Cons:
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verniciatura non protetta dal velo protettivo
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Adesso, Ancillotti e tutti gli ancillottiani mi uccideranno.
Credo che occorra fare una premessa: Io venivo da una stumpjumper fsr comp del 2002. I 2800 euro sono da considerarsi con anche il costo dei pezzi che ho riciclato (sella-freni e ruote).
Beh!!
La bici mi è sempre piaciuta, e invidiavo quel mio amico che saliva perennemente davanti a me, senza ondeggiamenti del carro inutili.
Provata la scarab del un mio amico montata leggera (con forcella votec...GS4 credo????!!!... che meraviglia), su un tracciato con 9 km di salita continua su fondo sconnesso, dove ero solito utilizzare la Stump. La prima impressione fu che la Scarab copiasse tutto a meraviglia. Sembrava un velo d'aria sopra gli ostacoli (e pensare che non era nemmeno tarata sul mio peso).
Vado, poi da Ancillotti, e le sorprese si susseguono (provando anche gli altri modelli). Poi, finalmente l'acquisto ed arriva la mia. Sapevo che non poteva trattarsi di un peso piuma (la forca già di suo poggiava l'ago della bilancia sui 2200 gr).
Beh!!!!
Un altro mondo rispetto alla stumpjumper. Carro rigido, anche se inevitabilmente non si rilancia sui pedali senza bobbare (non ha l'ammo bloccabile... ma a me non serve). gli ostacoli copiati a meraviglia e vuoi la compattezza del telaio anche abbastanza agile (a sensazione, anche + agile della stump). I 130 mm al posteriore, sembrano essere infiniti (e ve lo dice uno che non fa fatica a portare a finecorsa le unità ammortizzanti).
Il resto poi, lo fa la forca, incredibile anche se forse un pò pesantuccia ma... marza allo stato puro (quando pedalo abbasso e quando scendo uso tutti i 150 mm).
Unico neo, appunto, la verniciatura non proprio delle migliori ( a quel prezzo, credo che un velo trasparente di protezione potesse anche starci).
------------------------------ vendo telaio Gemini+forca Sherman
http://www.bike-board.net/community/.../21219/cat/500
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iuppareppa
Biker paradisiacus

Registra: Novembre 2002 Localita: Maranello Posts: 6260
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Data della Review: Gio Marzo 23, 2006
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consiglieresti questo prodotto? Yes |
Il prezzo da te pagato?: €4,500.00
| Voti: 9
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Pro:
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sospensione progressiva, baricentro vicino al terreno, tubo sella NON interrotto, rigidità della struttura, accuratezza delle lavorazioni meccaniche
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Cons:
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zona del movimento centrale "affollata", adesivi esposti alle abrasioni; fissaggio "volante" cavo freno posteriore
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questa bici è stata progettata nel 1991 e nel corso degli anni è stata costantemente migliorata sui campi di gara Down Hill (DH) sia in ambito nazionale che internazionale. Nel corso del tempo sono aumentati la corsa alla ruota e ottimizzati gli spazi. Ultimo aggiornamento evidente è stata la riduzione della larghezza del movimento centrale compensato con un'allargamento del bilancere di rinvio dell'ammortizzatore. Questa riconfigurazione ha permesso di poter utilizzare le nuove guarniture a perno integrato senza ridurre la rigidità della struttura.
Parliamo di una bicicletta concettualmente raffinata nelle soluzioni tecniche dove nulla è lasciato all'estetica (soluzioni tipo l'idroforming, ad esempio) pur non risultando banale.
A livello statico quello che sconcerta è che difficilmente si riesce a percepire dove sia l'ammortizzatore nascosto com'è da tubo oblicuo e dal castelletto sopra il movimento centrale. L'unico segno evidente della sua presenza è il serbatoio (Piggy Back) di espansione dell'ammortizzatore Ancicclotti Racing Shock progettato per lavorare in sinergia con il carro. Anche il carro ha qualcosa d sconcertante: soprattutto se lo si guarda dal lato della guarnitura non di riesca a capire come possa essere collegato all'ammortizzatore in quanto i biellismi di rinvio praticamente restano nella sagoma della corona da 44 denti. Il carro (puntato a mano dallo stesso costruttore) è una struttura triangolare abbastanza tradizionale. Realizzato con tubi tondi di buona sezione si presenta lucidato chimicamente e la zona dei forcellini è realizzata con le macchine a controllo numerico (CNC). Il carro risulta asimmetrico in quanto è pensato per lasciare il massimo spazio alle gomme (si può montare tranquillamente una gomma da 2.3") ma consentire comunque lo spazio vitale per la trasmissione tradizionale (inizialmente il telaio era stato pensato per le trasmissioni monocorona da DH). Si nota un certo affollamento tra il movimento centrale e il carro stesso dovuto allapresenza dell'ammortizzatore con i suoi rinvii e gli attacchi di questi al carro. Per questo se si percorrono terreni particolarmente soggetti a fango mi sento di consigliare delle coperture da 2,1" pollici che lasciano tutta la tranquillità in caso su tereni pesanti. i rinvii del sistema Pull Shock sono realizzati a CNC da billette di alluminio e poi anodizzate. La parte inferiore della biella sporge leggermente dalla sagoma della corona consentendo (in caso d'urt di salvarne i denti).Assieme all'ammortizzatore sono il cuore del sistema ammortizzate di derivazione Motociclistica e ideato da Ancillotti. Il Sistema Ancillotti si caratterizza per una'estema progressività (a mano a mano che la sospensione si comprime il sistema si oppone una resistenza sempre maggiore all'affondamento) tanto che i 130 mm di cose a massima sembrano essere di più. Oltre a ciù la particolare configurazione del sistema riesce a filtrare gli ondeggiamenti della sospensione dovuti al tiro della catena. Certo non si può pensare di salire sui pedali e scattare come su una front, ma la sospensione si presenta sempre attiva alle sollecitazioni del terreno e poco propensa ad ondeggiare. Il triangolo principale, piuttosro compatto, è realizzato in tubi tondi in alluminio con i "classici" fazzoletti (gusset) di rinforzo nella zona sterzo e sul nodo sella. Il tubo sella è continuo consentendo di abbassare la sella. A differenza dei modelli fino al 2003 ora il passacavo del deragliatore è saldato e non rivettato consentendo di abbassare la sella a piacere. Il tubo di sterzo è scaricato dove serve e la serie sterzo è semi integrata. Le calotte sono serigrafate con il logo Ancillotti. Il passaggio dei cavi è molto funzionale anche se quello del condotto del freno posteriore sul tubo oblicuo è affidato a due fascetta fermatubi a strappo della Formula. Scelta sicuramente dettata dal fatto di evitare due fori o due saldature sul tubo oblicuo che lo indebolirebbero.
Il comportamento dinamico è influenzato dai componenti assemblati sul telaio.
Dinamicamente e tecnicamente l'assemblaggio più equilibrato è quello proposto dal costruttore.
Nel mio caso la bici è assemblata in questo modo
Forcella Votec GS & Air Quadrat D'Just
Freni: Hope Mono 4
Dischi 200-160 a margherita della Formula
Comandi e cambio SRAM X.9
Deragliatore Shimano XT
Guarnitura Shimano XT
Catena XT
Pacco Pignoni X.9 11-34
Ruote Mavic Xmax XL
Gomme Continantal Vertical Pro 2,3" UST
Sella Nisene 2006
Reggisella FSA SLK Carbon
Manubrio X LITE XLR carbon
Pedali TIME ATAC Z Control
la bici in questa configurazione non supera i 14,00 Kg in assetto di marcia.
In movimento la bici tradisce la sua vocazione discesistica ispirando subito confidenza nei tratti in discesa: stabile e veloce le sospensioni copiano tutto e sono sempre pronte al successivo impatto. nello stretto non si può pretendere l'agilità di una front ma il baricentro vicino al terreno (per via della configurazione della sospensione) consente di cavarsi d'impaccio anche a bassa velocità.
In salita una forcella a corsa variabile è la scelta vincente anche perchè l'angolo di sterzo (più chiuso della media) può dare l'impressione di essere su un chopper. In salita quindi se montate una forcella da 130-150, come ha fatto Tonno, basta ridurre la corsa per avere una buona maneggevolezza e per essere pronti a scendere a tutta birra con 150 mm.
Il comportamento del carro in salita è ancor più sorprendente di quello in discesa: sempre attivo e sempre incollato al terreno; nel momento che passa l'ostacolo si stabilizza in un momento non lasciando l'impressione che si sia mosso. Tutto ciò si trasforma i comfort di marcia e una maggiore senzazione di sicurezza.
Concludendo posso dire che secondo il mio giudizio la SCARAB FR è un'ottima bici All Mountain (Enduro) che si presta ad essere caricata in spalla (triangolo tradizionale). Efficace in salita come in discesa co un'ammortizatore a molla esente da cure particolari e con la possibilità di fa scorrere il tubo sella per trovare la posizione più redditizia in salita come in discesa.
Gli unici nei sono la verniciatura (non c'è il flat trasparente) e l'affollamento della zona del movimento. Ma e' un prezzo che si paga senza troppi rimpianti.

------------------------------ http://www.ciclonatura.eu/
http://www.comunic.it/host/aigae/gui...t.php?ID=2770/
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