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Merida Team Carbon Flx
Reviews Visite Data dell’ultima review
1 19063 Sab Giugno 17, 2006
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Consigliato da Prezzo medio Voto medio
100% di visitatori €3,200.00 9.0
Merida_Carbon_FLX_Team

Merida_Carbon_FLX_Team.JPG
supersize

Descrizione: Telaio: Merida Team Carbon Flx monoscocca in carbonio
Forcella: Manitou R7 super 80 mm “click-it” remote control
Serie sterzo: Fsa race carbon integrata
Piega manubrio: Fsa K-force carbon OS flat 600 mm
Attacco manubrio: Fsa xc-115 OS carbon, estensione 110 mm
Comandi: Sram X.0 twist shifter
Deragliatore: Sram X-gen, bottom pull, 34.8 mm
Cambio: Sram X.0 long cage (alluminio)
Freni: Tektro quartz v-brake
Leve freno: Tektro eclipse
Guarnitura: Fsa Carbon pro team megaexo 44-32-22, movimento centrale integrato
Reggisella: Fsa K-force lite carbon 31.6 mm
Sella: S-manie titanium
Ruote: cerchi tradizionali per camera d’aria ’’Alexrims equalizer’’ 32 fori bussola semplice, raggi Dt Swiss champion 2.0, nipples ottone nichelato, mozzi Dt Swiss 240s
Casetta: Sram Pg-990 9vel. 11-32
Catena: Shimano Cn-hg93
Guaine: Jagwire carbon, cavi teflonati
Coperture: Maxxis Maxxlite 310 – 26x1.95’’
Camere d’aria: Maxxis ultralite (spessore 0.45 mm, peso 90 gr cad.)
Peso: 9.2 kg (senza pedali)
Parole chiave: Merida Team Carbon Flx front suspended


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Redazione


Registra: Settembre 2004
Localita: Milano
Posts: 8361
Data della Review: Sab Giugno 17, 2006 consiglieresti questo prodotto? Yes | Il prezzo da te pagato?: €3,200.00 | Voti: 9 

 
Pro: Facilità di utilizzo, accellerazione, rendimento in salita, assorbimento in discesa
Cons: un po' pigra nel misto stretto, forcella insoddisfacente, ruote non tubeless

Il telaio di questa Team carbon flx è un monoscocca in carbonio ad alto modulo di resistenza, ottenuto mediante stampaggio e poi rivestito da fogli in materiale composito per conferire ulteriore rigidità all’intera struttura, senza per questo rinunciare a elasticità e smorzamento delle vibrazioni.
L’aspetto di questo telaio si presenta massiccio, con il triangolo principale realizzato da solide strutture quadrangolari, benché elegantemente arrotondate e prive di spigoli, che abbracciano il tubo di sterzo e la scatola del movimento centrale al cui interno risiedono anime in alluminio idroformato, materiale idoneo ad ospitare i rispettivi ruotismi. Lo sloping è piuttosto accentuato, con il trave orizzontale che confluisce in uno splendido wishbone sagomato specificatamente per congiungere i foderi alti del carro posteriore, mentre i foderi bassi si uniscono alla scatola del movimento centrale tramite un monobox dotato di asola per il passaggio del cavo del deragliatore con tiro dal basso. Il sinuoso carro posteriore è strutturato in modo da offrire alcuni mm di flessibilità da parte dei foderi obliqui e orizzontali, grazie all’utilizzo di particolari fibre composite (denominate 'vectran' e 'spectra'). I foderi sono opportunamente sagomati al fine di gestire in modo differenziato le sollecitazioni meccaniche laterali della pedalata rispetto a quelle longitudinali provenienti dalle asperità del terreno. I forcellini posteriori sono realizzati in magnesio, altro materiale costruttivo caro a Merida. Quello sinistro dispone dell‘attacco disco international standard mentre quello destro ha il supporto cambio sostituibile.
E’ una delle mtb più semplici da gestire in ogni situazione. In salita accelera facilmente grazie al peso contenuto, lo scatto è bruciante anche in virtù della grande rigidità di guarnitura e movimento centrale. Si ha la netta sensazione che ogni movimento muscolare si traduca in energia cinetica senza alcuna dispersione di potenza. L’assorbimento delle asperità da parte del carro posteriore è davvero notevole per una front. I cambiamenti di direzione sono sempre efficacissimi, basta poco per indirizzare senza sforzo la bici. L’angolo di sterzo aperto consente di superare in velocità i tratti più sconnessi, divorando anche ostacoli di discrete proporzioni. Penalizza un pochino solo nei tortuosi budelli tipici del Cross-country, dove occorre caricare maggiormente l’avantreno soprattutto in salita, mentre in discesa è sufficiente un minimo anticipo per trovare la giusta traiettoria, meglio se impostata tenendo il corpo in posizione centrale. I limiti emergono dalla forcella, il cui funzionamento si è rivelato essere molto lineare nella prima metà dell’escursione ma ruvido e frenato nella seconda metà, inibendo il lavoro di assorbimento delle asperità e flettendo oltre il dovuto. Le cose migliorano solo alzando la pressione della camera positiva a livelli altissimi, tipicamente utilizzati dai professionisti che prediligono forcelle dure e dal carico di stacco molto elevato.

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Fare con facilità ciò che gli altri trovano difficile è TALENTO.
Fare ciò che è impossibile per il TALENTO... è il GENIO.


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