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Trek Fuel Ex 8 (2008)
Reviews Visite Data dell’ultima review
1 5141 Mar Gennaio 8, 2008
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Consigliato da Prezzo medio Voto medio
100% di visitatori - 9.0



Descrizione: Trailbike di nuovissima concezione, sfrutta idee inedite per la gestione delle forze di pedalata e frenata sul sistema posteriore, oltre alla tradizione Trek per le grandi pedalatrici. Idroformatura esagonale variabile dei tubi. Tecnologia a GO GO insomma
Parole chiave: Trek fuel ex 8 trail trailbikes allmountain bici mtb full


Autore
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mattebon
Biker loquacissimus


Registra: Dicembre 2007
Localita: Mapellum (BG)
Posts: 1290
Data della Review: Mar Gennaio 8, 2008 consiglieresti questo prodotto? Yes | Il prezzo da te pagato?: Not Indicated | Voti: 9 

 
Pro: risposta in pedalata, funzionamento posteriore, tecnologia.
Cons: beh, il prezzo...

Se per voi anche l'occhio vuole la sua parte, questa biga vi darà soddisfazione ben prima di salirci. Pur senza essere esperti, ci si rende conto di essere di fronte a un esempio di notevole tecnologia ingenieristica. Lo studio delle geometrie del telaio, il rinforzo dei punti di maggiore stress cinetico mediante sapienti curvature piuttosto che rinforzi a fazzoletto o a traliccio, della struttura tramite la sagomatura dei tubi, che hanno qui sezione esagonale variabile... ingegneria e geniale semplicità, come l'idea di porre il perno della sospensione posteriore in posizione concentrica rispetto alla ruota, mentre tutti dibattono sul suo posizionamento sopra o sotto, o ancora quella di svincolare entrambi i punti d'infulcro dell'ammortizzatore “semplicemente” allungando il braccio oscillante inferiore.
L'aspetto generale della Fuel Ex è quello di una bicicletta di taglio abbastanza classico, tutto sommato, rispetto a certi schemi presenti oggi sul mercato. La geometria del mezzo suggerisce (per stessa ammissione di Trek) la pedalata piuttosto che l'acrobazia. Il triangolo anteriore – semplice ed esteso - regala infatti un'eccellente posizione di spinta e un'ottima stabilità, mentre altri disegni più compatti donano maggior maneggevolezza. La rigidità torsionale è impressionante, grazie ad accorgimenti come il leveraggio Evo Link forgiato in un unico pezzo (e non le solite due biellette), la netta asimmetria dei foderi bassi. La bicicletta risponde immediatamente alla spinta sui pedali, slanciandosi in avanti a prescindere dalla pendenza affrontata. Se la pedalata è abbastanza rotonda, vale quasi la pena lasciare aperto il ProPedal, in quanto il sistema posteriore ha di per sé una scarsa tendenza al “bobbing”. Così facendo si manterrà il carro alla massima sensibilità possibile, senza doversi preoccupare di “aprire” una volta ritrovata la discesa. Nel sali-scendi questo è un bel vantaggio. Peraltro a mio avviso il sistema era ancora un pelo pigro sulle asperità minori in pedalata... però forse sono troppo leggero io, e forse ancora non avevo il sag giusto (impossibile trovarlo in un test di due o tre giorni, preferisco usare il poco tempo per andare!).
L'effetto pedale si comincia a sentire se ci si alza in piedi: in tal caso il sistema di Fox diventa necessario, oltre che ovviamente nelle salite assai lunghe, che producono perdita di sensibilità alle gambe (le mie almeno...).
Più necessario si è rivelato invece il ricorso alla chiusura progressiva anteriore, mediante la leva rossa sullo stelo destro. In tal senso, girando su tracciati dotati di sali-scandi ripetuti, si sente la mancanza di un rimando al manubrio (non disponibile in casa Fox), possibilità offerta dalla versione Ex 7, che monta una Rock Shox (Recon 351).
Per quanto riguarda il cambio, personalmente, tra Shimano XT e Sram X-9 preferisco nettamente il secondo, più preciso e veloce nella cambiata con il suo “trigger”. Tra l'altro costa anche meno rispetto al più blasonato (commercialmente) rivale.
Il disegno molto pulito, oltre a lasciare spazio all'interno del triangolo per il portaborraccia – cosa non sempre scontata – consente un comodo trasporto della bici a mano nei tratti non pedalabili. La caveria è ben disposta, raccordata nella parte inferiore del tubo orizzontale, poco esposta al fango e alle trappole dei sentieri più stretti e selvatici. Certo se nel portage l'appendete alla spalla rischiate un po' di segarvela con i cavi... io la porto più tipo via crucis (di traverso) e non mi dà fastidio.
I freni potranno non essere il massimo della potenza, ma non ho percepito segni di affaticamento e li ho sempre usati al minimo. È vero che non ho affrontato discese particolarmente lunghe, però.
Il fondo era in un caso bagnato fradicio e quindi estremamente scivoloso, in un altro coperto di foglie autunnali che toglievano ogni possibilità di grip. Devo dire che anche a ruota bloccata (inevitabile in alcuni casi) la sospensione posteriore restava attiva, senza quindi particolari variazioni del comportamento del mezzo (quindi sempre molto controllabile a sensazione). Nel fango spesso le ruote si trovavano a seguire rotaie naturali o di qualche moto, che sbilanciavano la bici di lato rispetto alla traiettoria seguita. Qui ho avuto modo di apprezzare il generale equilibrio dell'insieme, riuscendo a restare sempre in controllo. Va detto che il disegno del telaio e le geometrie privilegiano marcatamente la pedalata, quindi se il fondo si fa troppo sconnesso la velocità va in qualche modo contenuta. Si incontra proprio qui, a mio parere, un punto di limite tra Trail e A-M. Con escursioni maggiori e telai più acrobatici si sorvolano anche grossi ostacoli e comunque se si impatta male la bici perdona molto... con telai più allungati (come nel caso della Fuel) la bici subisce di più il contraccolpo e soprattutto ti trascina dietro strattonandoti e dandoti improvvisamente una sensazione di instabilità molto fastidiosa. Il tutto si risolve moderando l'andatura. In tal modo ho affrontato anche “sassoni” alti più di mezzo metro in rapida successione senza problemi, ma guai ad arrivarci sopra a palla e senza avere previsto la cosa...
Ottimo il grip delle Bontrager Jones XR, specialmente in salita. Non ho una grande esperienza di pneumatici, ma queste sembrava avessero la colla, sotto.
I pedali non hanno mai toccato anche nel tecnico. Semmai ho sentito in certi casi, sulle pendenze maggiori e procedendo a basse velocità, la necessità di caricare un po' l'anteriore, che nelle situazioni limite tende mi pare a perdere contatto col terreno. Ma stiamo parlando di situazioni limite, e il vantaggio è in generale una posizione di guida più rilassata.
Insomma, si tratta di un gioiellino, a parer mio. Tenuto conto che in genere un nuovo modello ha bisogno del suo anno di rodaggio per poi essere rifinito e perfezionato, qui il perfezionamento lo vedo difficile... beh, potrebbero perfezionare il prezzo magari. 2650 euro per la Fuel Ex 8 sono un calcio in pancia, e 2300 per la 7 sono il minimo. Sotto questa cifra ci sono i modelli 6.5 e 5, che però non dispongono del sistema posteriore di nuova concezione (in pratica sono i vecchi modelli 2007) e quindi perdono gran parte – se non tutto – l'appeal di questa grande bicicletta.
Altre note salienti, la sella abbassabile per l'intera lunghezza, con collarino apri-chiudi, e un dettaglio per lo sgancio posteriore della ruota. Con il sistema ABP il fulcro coassiale al mozzo rende la Fuel simile a un perno passante. In pratica, per togliere la ruota, bisogna sfilare, poichè uno dei due bracci posteriori non ha il forcellino ma un foro. Apparentemente questo fatto rende lo smontaggio più complesso, ma di fatto non è così: pochi giri e il vitone si sfila via, senza tra l'altro lasciar cadere pezzetti e rondelle in giro. Alla fine il "costo" si misura in qualche secondo in più, a fronte di un sistema assai funzionale una volta in sella. Ah, e va detto che non occorrono mozzi dedicati, il tutto funziona con qualsiasi mozzo e qualsiasi ruota.
Un ringraziamento a Probike di Bergamo, che mi ha gentilmente messo a disposizione la bicicletta. Molto gentili e solerti.

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