mattebon
Biker loquacissimus

Registra: Dicembre 2007 Localita: Mapellum (BG) Posts: 1290
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Data della Review: Mar Marzo 4, 2008
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Il prezzo da te pagato?: Not Indicated
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Pro:
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Efficienza Maestro, robustezza generale, pedalabilità, buon rapporto qualità/prezzo, bici all-round
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Cons:
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I pedali toccano facilmente nel tecnico, passaggi ruota stretti
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Testata per due giorni (poco, lo so, ma meglio che niente), per un totale di circa 70 km e di 1500 metri di dislivello, su fondi vari: sterrato in salita e in piano, sentiero scorrevole e tecnico a pendenza costante e con strappi, fondo dal compatto al fogliame spesso, qualche tratto molto fangoso, qualche mulattiera con pietre smosse.
Tecnicamente la bici è un gioiellino. Giant fa un uso esteso dell'hydroforming: le tubature del triangolo anteriore hanno sezione triangolare elegantemente smussata e curvature sinuose che, oltre a rendere la bici molto seducente dal punto di vista estetico, apportano notevoli benefici a livello di rigidità dell'insieme e di ingenieristica, consentendo ad esempio un posizionamento ottimale dell'ammortizzatore, così come uno sloping molto comodo sui sentieri più tecnici.
Se proprio devo trovare un appunto da fare è nel passaggio dei cavi, che disturba quando ci si ritrova a dover trasportare la bici in tratti impraticabili. È vero che il problema sembra apparentemente irrisolvibile, vale a dire che non ho un'idea risolutiva su dove li si potrebbe far passare. L'unica sarebbe quella di farli passare all'interno del telaio... da qualche parte ho visto qualche modello che ha adottato una soluzione del genere, non riesco a ricordare quale. È vero che a quel punto hai risolto un problema, ma te ne sei creato un altro nel momento in cui ti trovi a dover sostituire un cavo. Altro discorso è quello relativo alle guaine. Io mi domando per quale motivo le facciano interrotte. Specialmente su biciclette come queste, che si ritrovano ad affrontare un po' di tutto, bisognerebbe a mio avviso mettere guaine chiuse, punto e fine. Canyon lo fa, e andrebbe presa ad esempio per questo. Comunque a onore del vero devo dire che i cavi sulla Trance non hanno sporgenze “stupide”: in linea di massima è stato ottenuto un buon risultato nel ridurre al minimo le sporgenze, a protezione del “tallone d'Achille” degli impianti idraulici dei freni a disco (se si strappa il cavo hai chiuso).
Per quanto riguarda il carro posteriore, cuore di ogni full-suspended, il sistema Maestro è senza dubbio uno dei punti di forza di questa Trance. Sapiente interpretazione Giant dell'ormai consolidato VPP, gioca su cuscinetti di generose dimensioni e, oltre alla indiscutibile validità funzionale (no bobbing, no brake-jack, no pedal kick-back, etc), offre una considerevole rigidità torsionale dell'insieme. In questo senso (rigidità) la mia idea è che tale sistema possa offrire prestazioni migliori rispetto al rinomato giunto di Horst, essendo quest'ultimo inserito in sistemi a quadrilatero deformabile, più complessi e difficili da irrigidire. Il carro posteriore di Giant, invece, non necessitando di un giunto, è un unico pezzo (un triangolo) molto solido. È solo un'idea, non sono così esperto da poterla definire “teoria”.
La posizione in sella purtroppo era per me un po' falsata, in quanto la bici era disponibile in taglia M, un po' troppo corta per il sottoscritto. Comunque ben centrata (forse un pelo arretrata) e comoda in salita, anche se credo abbia accentuato la sensazione di alleggerimento dell'anteriore. Rassicurante in compenso in discesa. Troppo rattrappita invece (sempre causa taglia M, ritengo) quando ho pedalato in pianura dove, se le percorrenze si allungano, sarebbe meglio potersi distendere un pò. A questo proposito la mia idea è che, se si vuole una bici davvero polivalente, non abbia senso sacrificare l'allungamento in pedalata per una maggiore maneggevolezza sul sentiero tecnico. Questa tipologia di mtb dispone già di una notevole maneggevolezza intrinseca. Poi è ovvio, ognuno ha le sue specifiche necessità e le sue preferenze. Ma se si vuole un mezzo “super” in discesa, forse questa Trance non è la cosa più adatta come base... meglio una Reign a quel punto.
La componentistica del mezzo, considerato un “entry level” (...certo che 2000 euro per un'entry level... mah...), non sono certo al top ma, grazie probabilmente alla bontà del telaio, non fanno rimpiangere più di tanto la gamma superiore.
Tanto per fare un esempio, pur montando un ammo non bloccabile ho verificato con piacere la stabilità del carro anche in fuorisella. Forse l'ammo si incassa un attimo, ma poi, pedalando con rotondità e costanza, non produce bobbing particolarmente fastidiosi, restando peraltro attivo sulle asperità che si incontrano. Non ho nemmeno percepito particolari tiri di catena nelle discese, anche sulle rocce, su tratti molto sconnessi o con gradoni superiori ai 30 cm, e nemmeno particolari irrigidimenti durante le frenate: l'efficienza del sistema è davvero ammirevole.
Nelle sezioni tecniche l'abbassamento della sella incontra un limite nell'infulcro del leveraggio Maestro. Personalmente la cosa non mi ha disturbato per niente, consentendomi di muovermi agevolmente anche oltre la sella negli arretramenti necessari in certi frangenti. In realtà io non abbasserei comunque la sella fino al limite fisico del reggisella, non lo trovo necessario. Va invece detto che la Trance 2 di serie non dispone di un collarino a sgancio rapido (molto cortesemente il negoziante me ne ha installato uno prima di consegnarmi la bici, senza doverglielo chiedere). Mi domando comunque come si faccia a non prevedere un simile dettaglio su questa tipologia di bicicletta. Posso capire su un telaio da XC, ma nel trail-riding... capisco che su questo modello si sia andati al risparmio, ma insomma, un collarino apribile... suvvia...
Nell'insieme questa bicicletta mi è piaciuta molto. Per dirla tutta, mi ha fatto rivalutare la teorica propensione per la versione X, dotata di maggiore escursione. La Trance 2 offre “solamente” 100 mm all'anteriore e 106 mm al posteriore. Nei tratti tecnici, da affrontare a velocità ridotte, entrambe copiavano il terreno molto bene, direi, senza mai perdere efficienza e senza farmi rimpiangere escursioni maggiori. La bici si è sempre dimostrata molto sicura e facilmente direzionabile in ogni situazione. Ho avuto una piacevole sensazione di buona progressività e non ho avvertito in modo particolare la “pigrizia” che viene imputata in generale ai sistemi ad aria. Devo precisare che, all'atto di consegnarmi la bici, il negoziante mi ha regolato il sag dell'ammo (cosa molto apprezzata e indice di serietà), e sono convinto che questo abbia prodotto un funzionamento ottimale sei sistemi ammortizzanti.
I limiti semmai cominciano a sentirsi superando una certa velocità, diciamo i 30 all'ora, quando si incontrano tratti particolarmente sconnessi, dove un'escursione maggiore, insieme a una regolazione più fine del sistema ammortizzante, produce probabilmente maggiore fluidità. La Trance 2 così montata in tale situazione comincia invece a perdere in precisione e a trasmettere notevoli vibrazioni, alle braccia in particolare. A livello teorico si potrebbe montare una forcella con escursione variabile, magari un 90-130 (o anche 120) mm, sarebbe davvero interessante vedere cosa si otterrebbe così facendo. Questo anche perché, in salita, quando la pendenza si fa seria, il fondo tecnico o i cambi di direzione repentini, si avverte una certa leggerezza dell'anteriore che limita la manovrabilità. Sarebbe quindi comodo credo poter ridurre di quei 10 mm la corsa, modificando gli angoli in modo vantaggioso, così come avere un qualcosina in più in discesa. Bisognerebbe però poi verificare il risultato sulla luce a terra della corona e soprattutto dei pedali, un aspetto leggermente negativo sperimentato durante il test. È vero che avevo montato dei grossi pedali flat da freeride, che forse hanno accentuato il problema, fattostà che sugli stretti sentieri lungo costa dovevo prestare particolare attenzione agli ostacoli a monte, per non urtarli ed essere sbalzato verso l'esterno. In un utilizzo su sentieri esposti questo può rappresentare un problema assai pericoloso, ed è comunque di non poco disturbo per una pedalata proficua sullo stretto e sul tecnico.
A parte ciò, la sensazione è stata di avere tra le gambe un mezzo molto solido, equilibrato e stabile, anche negli stacchi da terra (minimi, per la verità, non sono un saltatore), durante i quali la bici restava stabile e atterrava con sicurezza. Rassicurante la sensazione trasmessa, senza rimbalzi imprevisti né perdite d'assetto.
Tornando alla forcella, la Rock Shox Recon SL mi ha favorevolmente impressionato per fluidità di funzionamento e stabilità. Ha una regolazione molto semplice di bloccaggio progressivo e nient'altro, ma va bene così. Anzi, per chi ha voglia di andare piuttosto che di stare lì a regolare “questo-e-quello” potrebbe essere una scelta migliore rispetto a forcelle di gamma più alta. Io personalmente opterei per un rimando al manubrio del bloccaggio progressivo, cosa di cui faccio uso frequente.
Nel tratto pianeggiante e scorrevole (circa 20 km), a parte la durezza della sella (per me la sella è forse il componente più importante della bici, quello più delicato e il mio punto debole), ho rilevato una scorrevolezza generale non entusiasmante. Più che dalle coperture, ricevevo una sensazione di attrito dai dischi, o almeno così mi è sembrato. Avevo appena affrontato un tratto molto fangoso, e forse lo sporco ha accentuato il problema. Sono dell'idea che a questo si possa porre rimedio, ma non certo in due uscite. A parte questo, per il resto i freni Hayes Stroker Trail mi hanno favorevolmente impressionato. Non ho affrontato discese particolarmente lunghe, quindi non posso dare un giudizio veramente completo, ma comunque la frenata è sempre stata buona e ben modulabile, senza fenomeni di fading e senza particolari rumorosità, come invece era avvenuto per gli Avid che montava la Trek Fuel Ex 8. Ho sempre utilizzato un solo dito sulle leve, anche nei tratti più tecnici e pendenti, senza affaticamento, a segno di una buona leva. Valido per semplicità e immediatezza il sistema di regolazione, una rotellina che produce due effetti: allontana la leva e rende la pinzata più secca, o la avvicina al manubrio addolcendo al contempo l'azione frenante. L'ho trovato molto comodo. La forma dell'impianto al manubrio rende i serbatoi del liquido forse un pochino esposti in caso di urto, ma non si può avere tutto dalla vita. Tenuto conto che il diametro dei dischi è perfino inferiore al minimo di norma presente su questa tipologia di biciclette (152 mm), darei al sistema un voto nettamente positivo, e comunque preferibili agli Avid di pari categoria, a mio modesto parere. Certo bisognerebbe vedere la resistenza all'affaticamento...
Sul sistema cambio evito di pronunciarmi, in quanto era montato al posteriore un XTR che non corrisponde a quanto si troverebbe sulla bici in acquisto, che monta (da catalogo) un XT Shadow. I comandi mi sembravano però corrispondenti a quelli di serie, ovvero i Deore Rapidfire Plus, con i quali mi sono trovato bene, a parte il “problemuccio” della reverse action (funzionano al contrario) alla quale è difficile abituarsi in due uscite. La cambiata era precisa e veloce. Ho rilevato invece un'accentuata diagonalizzazione della catena, che si verificava anche senza utilizzare rapportature troppo esasperate (corona media e terz'ultimo pignone) generando un fastidioso contatto tra la catena e il deragliatore anteriore. Strano fenomeno, mi domando a cosa sia dovuto... peraltro devo verificare col negoziante i rapporti montati, perché non ho praticamente mai utilizzato la corona piccola, cosa che faccio abitualmente con la mia bici. Possibile che peso e geometrie da sole portassero un tale vantaggio? Se così fosse, il mio giudizio passerebbe da “ottimo” a “pazzesco”.
Ultimo dettaglio le gomme, Kenda Nevegal Stick-e da 2.10. Direi ottimo comportamento, sia in salita che in discesa. Scorrevolezza accettabile, e danno la gradevole sensazione di avvisarti prima di perdere la presa in discesa. Se il fango diventa particolarmente appiccicoso si imbrattano, ma insomma, ci sta, e il mio tratto fangoso è davvero estremo, un oproblema anche solo appoggiare il piede a terra... Una nota negativa per i passaggi ruota, secondo me un po' troppo stretti. Nel tratto fangoso si sono creati dei grumi sia davanti che dietro che mi hanno obbligato a fermarmi per pulire. Ciò significa che dubito si possano montare gomme più spesse di così, anche se personalmente non lo farei. Semmai scenderei a 2.00 al posteriore...E comunque se il terreno è appiccicoso beh... bisogna rassegnarsi a numerose soste di pulizia. Al posteriore il carro ha un longherone che segue il profilo della ruota, il quale produce una “strettoia” piuttosto lunga, dove si può creare una notevole “torta” di fango e foglie. E anche la raccordatura a “V” che collega i bracci superiori del carro, bella e forse funzionale a tutto il sistema, ha il difetto di raccogliere molti detriti. Beh, che dire: la perfezione non esiste, giusto?
Che altro... il manubrio bello largo, con un giusto rise per me, con diametro maggiorato nella sezione centrale... niente da dire, è quello che ci vuole. Buon grip per le manopole... ecco, lì salta sempre fuori l'annosa questione delle appendici. Sono sempre lì a domandarmi se ci vadano o meno, su una trail-bike. È ovvio: dipende da che uso ne fate... Personalmente al momento sono dell'idea che, se la percentuale in salita è sostanziosa, un minimo di appendici forse ci vanno. Magari di quelle un po' minimal, giusto per non intralciare troppo in discesa. Tipo le manopole della Ergon, che le hanno integrate e minimal davvero. Anche soltanto per avere un opzione di presa in più nel momento in cui la salita si fa lunga e (a me personalmente) fa comodo effettuare un certo numero di variazioni della posizione in sella.
Per concludere, la Trance 2 a mio parere è un mezzo ottimo per pedalate avventurose più o meno su qualunque terreno, particolarmente adatta a chi, oltre a districarsi nei passaggi difficili, voglia disporre di un mezzo ben pedalabile e leggero, e non abbia la “necessità” di battere dei record in discesa. L'ho trovata molto equilibrata, in sostanza. Ideale per escursioni a tutto tondo in cui al cronometro si preferisca il paesaggio, la comodità e il divertimento.
Chiudo ringraziando Cicli Salvi di Zogno (BG) per la gentile disponibilità e la serietà dimostrata nel mettere a disposizione questo servizio di test-bike.
------------------------------ Ride, ride, ride yer bike gently down the trail
Merely barely merely barely life is not all jail...
Happy Trails
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